Storytelling al Castello di Gaeta 

30 Luglio 2019

Ultima lezione, prima della pausa estiva, per gli studenti del Corso di Alta Formazione (CAF) in Educazione al patrimonio e Comunicazione museale che, lo scorso 26 luglio, hanno fatto visita al Castello angioino di Gaeta.

Insieme con i professori Ivana Bruno, direttore scientifico del CAF, e Paolo Marabotto, docente di Communication design, gli allievi hanno svolto un sopralluogo della fortezza, accompagnati da Nicola Purificato (UNICAS) e Antonella Di Schino.

Un viaggio nel tempo, alla scoperta delle importanti trasformazioni storiche che hanno interessato il sito, adibito a Carcere Militare fino agli anni ’80 e oggi affidato alla governance dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale. L’obiettivo è di definire specifiche strategie progettuali mirate alla valorizzazione del sito. Per questo motivo il Castello è uno dei luoghi dove gli studenti svolgeranno il progetto di tirocinio del CAF, riguardante la realizzazione di apparati comunicativi capaci di raccontarne la storia e l’identità. Una storia che ha origini lontane, nella quale si intrecciano personalità come Federico II di Svevia, Alfonso I d’Aragona, Giuseppe Mazzini e i nazisti Herbert Kappler e Walter Reder. E a questi si aggiungano i nomi di quanti, testimoni di Geova e obiettori di coscienza, furono imprigionati per aver rifiutato il servizio militare.

Sarà allora necessario raccogliere le fonti sul periodo borbonico e le testimonianze di coloro che, in tempi più recenti, hanno vissuto in prima persona l’esperienza del carcere. La lezione è stata l’occasione per conoscere il luogo, comprendere la specifica destinazione dei suoi spazi e studiare un percorso visivo pensato per rendere accessibile il Castello anche attraverso la piattaforma web e i social.