La Fornarina di Raffaello ai raggi X

Gallerie Nazionali di Arte Antica di Palazzo Barberini, 29 Settembre 2020

Sono stati presentati il 21 settembre scorso, alle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Palazzo Barberini, i risultati della campagna di indagini sulla Fornarina, realizzate con tecniche innovative e macchine d’avanguardia. Sulla tavola raffaellesca è stata effettuata una scansione macro a fluorescenza a raggi X (MA-XRF), a cura di Emmebi diagnostica artistica e Ars Mensurae, realizzata grazie agli strumenti messi a punto nell'ambito del Progetto MUSA (Multichannel Scanner for Artworks) finanziato dalla Regione Lazio, e sviluppati in collaborazione con la Sezione di Roma Tre dell'INFN Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, CHNET (Cultural Heritage Network), il CNR ISMN, il Dipartimento di Scienze dell'Università Roma Tre e il Dipartimento di Scienze di Base e Applicate per l'Ingegneria della Sapienza Università di Roma.

"Le scansioni XRF - spiega Luca Tortora, docente di Chimica dell'Università Roma Tre e ricercatore dell'INFN Roma Tre - hanno permesso di identificare la composizione chimica dei pigmenti utilizzati da Raffaello per la realizzazione della Fornarina e di collocarli spazialmente nell'opera attraverso mappe chimiche con risoluzione sub millimetrica". "Queste informazioni - conclude Tortora - risultano essere fondamentali per conoscere la tecnica pittorica dell'artista oltre a essere utili a restauratori e conservatori per eventuali interventi sull'opera".