Laboratori

AMINAVI

Raccolta e catalogazione di informazioni di unità navali della Marina Militare e Mercantile italiana a partire dal 1900 ad oggi. Le informazioni raccolte (documenti e foto) da fonti archivistiche, giudiziarie e bibliografiche di ciascuna unità a partire dal Varo, Radiazione, Cantiere di Costruzione, Rapporti delle Attività bonifica, Ricostruzione della carriera lavorativa nominativa delle parti offese, ecc., oltre a permettere di recuperare, dati sommersi e non omogenei che rappresentano la memoria storica, consentono di delineare una visione d'insieme ad oggi mai realizzata.

L’attività si è concretizzata nella realizzazione della Banca dati AMINAVI che attualmente è in fase di popolamento. Alcuni dati in essa contenuti sono "sensibili” (anagrafici, patologie asbesto-correlate, procedimenti penali, ecc.), per questo l'accesso è riservato agli operatori del settore (Inail, ASL, ecc.).

Collaborano: Carlo Meoni, Cinzia Crenca, Dario Gallo.

Archeometria e Analisi dei Materiali - ARCHMAT LAB

L’attività del laboratorio si centra sull’analisi dei materiali costitutivi dei manufatti (in particolare metalli e paste vitree) e sullo studio delle antiche tecnologie di fabbricazione. Una parte significativa delle analisi è condotta con sistemi XRF portatili sviluppati ad hoc presso il laboratorio stesso. La dotazione di strumenti comprende uno spettrometro XRF portatile e un sistema di spettroscopia atomica con sorgente a plasma, oltre alla strumentazione accessoria costituita da microscopi ottici, bilance e forni.

Back Office Multimediale e Creativo per la valorizzazione dei beni culturali

Il Back Office del PmS nasce per far fronte alle esigenze di ricerca e valorizzazione dei beni culturali che appartengono al sistema museale Sapienza. Attraverso le nuove tecnologie digitali è possibile sviluppare linee di ricerca innovative e, allo stesso tempo, catalogare e digitalizzare il materiale studiato in formati multimediali.

Centro di antropologia molecolare per lo studio del DNA antico

Lo scheletro umano rappresenta un bene culturale in quanto è un vero e proprio archivio di dati sulle popolazioni antiche. Le attività sono volte al recupero, conservazione, valorizzazione e analisi dei resti scheletrici umani. Lo studio morfologico permette di ricostruire le caratteristiche fisiche, le condizioni di vita e lo stato di salute degli individui, nonché la paleodemografia e gli adattamenti biologici e culturali delle popolazioni. Inoltre è possibile effettuare la ricostruzione tridimensionale del volto attraverso la grafica 3D. L’archeoantropologia molecolare studiando le biomolecole antiche ricostruisce la paleodieta, analizza la composizione genetica delle popolazioni per studiare i rapporti di parentela e le dinamiche di popolamento delle diverse aree geografiche, gli eventuali difetti genetici, nonché alcuni geni correlati con l’aspetto fisico, consente inoltre di determinare il sesso degli inumati quando non è possibile utilizzare i metodi anatomo-morfologici.

Centro di Cognizione, Linguaggio e Conoscenza - CLAK

I membri del centro hanno una pluriennale competenza nell’ambito dell’Intelligenza Artificiale, dell’Apprendimento Automatico, dell’Elaborazione del Linguaggio Naturale e della Cognizione. In particolare, il centro studia la collaborazione tra Scienze Cognitive (SC) ed Intelligenza Artificiale (IA) che ha contribuito ad una svolta importante per lo sviluppo di entrambe le discipline:

  • nel settore dell’Intelligenza Artificiale ha portato a contributi innovativi nella definizione e realizzazione di sistemi intelligenti basati su modelli plausibili della cognizione umana; ha grandemente influenzato anche le metodologie di analisi del linguaggio naturale e della rappresentazione della conoscenza;
  • per quel che concerne le Scienze Cognitive ha permesso lo sviluppo di modelli cognitivi così come nuove architetture basate su: l’elaborazione dell’informazione, la rappresentazione della conoscenza e la sua manipolazione; tutto ciò ha contribuito a svelare nuove modalità/caratteristiche del pensiero e del comportamento umano.

In tale approccio multidisciplinare, per collaborare allo studio di sistemi artificiali intelligenti, trovano spazio contributi di altre discipline viciniori quali: l’informatica in senso ampio, l’ingegneria dei modelli, la filosofia, le scienze sociali, l’elettronica, etc.

Molti interrogativi sono ancora irrisolti e si è in attesa di idee innovative ed anticonvenzionali che possano fornire nuovi ed interessanti contributi di ricerca. Condividere idee, approcci, punti di criticità e tecnologie, può contribuire a creare un ambiente di ricerca sinergico alla definizione di nuovi ed articolati contesti di ricerca.

I membri del centro hanno applicato le tecniche sviluppate per creare sistemi nell’ambito dei beni culturali. In particolare, hanno sviluppato chatbot per promuovere elementi culturali verso il grande pubblico. Tali risultati sono stati pubblicati in conferenze e workshop di respiro internazionale.

Centro di Didattica Museale - CDM

Il Centro di Didattica Museale è stato istituito nel 1994 per favorire una fruizione consapevole e finalizzata dei beni museali, tenuto conto di alcune considerazioni: l’insufficiente utilizzazione a fini formativi dell’imponente patrimonio di beni culturali disponibile nel nostro Paese; il divario esistente tra l’Italia ed altri Paesi sul piano dell’accumulazione conoscitiva e della definizione dei modelli di intervento. il Centro di Didattica Museale è l’unica struttura universitaria che abbia raccolto e archiviato i materiali didattici prodotti dai musei italiani. Il Centro ha svolto numerose ricerche sul pubblico dei musei e sull’impatto di strategie didattiche diverse e innovative nell’ambito della fruizione museale. Il Centro di Didattica Museale collabora attivamente con i comitati Internazionali ICOM UMAC (International Council of Museums Committee for University Museums and Collections) CECA – (Committee for Education and Cultural Action dell’International Council of Museums). Il CDM ha partecipato e vinto numerose gare relative a bandi di ricerca nazionali ed internazionali

Centro Produzione Audiovisivi - CPA

Il Centro Produzione Audiovisivi (ex Laboratorio Audiovisivi) del Dipartimento Filosofia, Comunicazione e Spettacolo è un Laboratorio che ha come obiettivo primario la realizzazione di documentari, in particolare di carattere socioantropologico, storico-artistico, scientifico, di storia e critica del teatro, del cinema e dei media, di comunicazione istituzionale, di politica dei territori.

Centro Saperi&co

SAPeri&Co è un’infrastruttura di ricerca e servizi della Sapienza Università di Roma nata per promuovere l’eccellenza nella ricerca applicata del più grande Ateneo di Europa e per offrire servizi dedicati ad aziende ed enti esterni che si propone di favorire la multidisciplinarietà delle conoscenze e delle competenze. SAPeri&Co mette a sistema le eccellenze di Sapienza dal Design alla Medicina, dalla Chimicaalla Biologia, dall’Economia alla Psicologia, dalla Giurisprudenza all’Informatica e ne rende fruibili conoscenze e competenze grazie anche all'utilizzo di strumentazioni di fabbricazione digitale.SAPeri&Co focalizza la propria attività negli ambiti di specializzazione regionale come l’aerospazio,le energie rinnovabili, i beni culturali, le bioscienze.

SAPeri&Co ospita al suo interno le seguenti facilities: FABLAB, SPAZIO COWORKING, AULA TRAINING, 4 LAB ON DEMAND dedicati alle 4 Strategies regionali: Aerospazio, Beni Culturali, Bioscienze, Energie rinnovabili, MATERIALDESIGN POINT, LAB VIDEO E DOCUMENTAZIONE RICERCA.

Dipartimento Unità Efficienza Energetica - DUEE

Applicazioni dell’efficientamento energetico al patrimonio edilizio, inclusi gli edifici storici classificati come Beni Culturali ed i Musei. Sviluppo di piani di recupero del patrimonio edilizio e architettonico di edifici pubblici anche monumentali. Realizzazione di diagnosi energetiche di edifici di pregio storico-architettonico. Analisi della trasformazione in Near Zero Energy Building (NZEB) di edifici di pregio storico-architettonico. 

Impianto CALLIOPE - FSN-FISS-SNI

Disinfestazione e disinfezione di manufatti artistici e materiale archivistico e librario, attaccato da organismi biodeteriogeni (microrganismi, funghi, insetti), mediante irraggiamento con raggi gamma. Caratterizzazione chimico-fisica dei campioni trattati ed ottimizzazione delle condizioni di irraggiamento. Attività di consolidamento di manufatti porosi lignei e lapidei mediante polimerizzazione in situ con radiazione gamma.

Infrastruttura di calcolo per i beni culturali

Laboratorio di Calcolo ad Alte Prestazioni per applicazioni relative ai Beni Culturali. L’ l’IAC mette a disposizione le proprie risorse di calcolo ad alte prestazioni per la velocizzazione della elaborazione dati relativi ai Beni Culturali. Allo scopo di offrire sistemi allo stato dell’arte, è previsto l’acquisto di un sistema a memoria condivisa high-end con processore di ultima generazione, dotato di almeno un TeraByte di Memoria Principale, di almeno 48 core computazionali e di risorse di storage per l’elaborazione e l’archiviazione.

Istituto di iNgegneria del Mare - INM

Svolge attività di ricerca in Idrodinamica, Idroelasticità e Idroacustica, con ricadute tecnologiche e industriali nei settori dell'ingegneria del mare, e della ingegneria navale in generale, con applicazioni, tra le altre, nella sicurezza ed efficienza del trasporto marittimo.
Molti temi di ricerca sono finalizzati a settori di interesse della politica marittima europea integrata: trasporto eco-sostenibile, sicurezza dei trasporti, tecnologie innovative per la cantieristica, sfruttamento sostenibile del mare.
Partecipa a diversi progetti di ricerca finanziati o co-finanziati da istituzioni nazionali, europee ed internazionali ed è impegnato in varie attività di consulenza nei confronti dei partner industriali.

Istituto sull’Inquinamento Atmosferico

Progettazione e sviluppo di sensori miniaturizzati a controllo remoto, non invasivi e conformabili, per il monitoraggio (early detection) dei processi di degradazione di opere lapidee, pittoriche e cartacee.

Sviluppo e ingegnerizzazione di sensori e dispositivi sensoristici a basso consumo energetico e a costi contenuti per il monitoraggio multiparametrico di ambienti complessi, outdoor ed indoor, come ad es. siti archeologici e monumenti soggetti a degradazione da inquinanti ambientali (VOCs, gas, %RH, T, particolato). Tali sistemi sono montati su stazioni fisse oppure su unità mobili (veicoli terrestri o droni aerei) dotati di trasmissione dei segnali.

Strumentazione analitica portatile di monitoraggio atmosferico gas, VOCs e particolato su mezzi mobili.

Copertura di superfici con film sottili nanofibrosi otticamente trasparenti e di origine naturale (es. lignina nanostrutturata) per la protezione di manufatti artistici da aggressioni atmosferiche (ottenuti per elettrofilatura o electrospinning).

Laboratori di scienze e tecnologie chimico fisiche applicate ai Beni Culturali

Rete di laboratori impegnati nella realizzazione di progetti di ricerca avanzata nel campo della conservazione e restauro dei BBCC. Le sue principali attività sono:

Tensioattivi naturali per la conservazione e il restauro dei BBCC - Formulazioni di fluidi nanostrutturati a base acquosa di tensioattivi naturali per la rimozione di tracce di materiali grassi, o polimeri organici (anche invecchiati) da superfici porose di opere d'arte. Il loro utilizzo può ovviare agli inconvenienti dell'utilizzo dei metodi di pulitura tradizionali (limitato controllo dell'azione pulente di solventi organici, rideposizione del materiale disciolto all'interno dei pori, tossicità). Il laboratorio chimico fisico di soft matter è in grado di sintetizzare e caratterizzare microemulsioni, soluzioni micellari e gels con funzioni, dimensioni e morfologia ottimizzate per applicazioni nel campo del cleaning dei materiali BBCC. È inoltre in grado di studiare i meccanismi di azione di fenomeni cha vanno dall’ammorbidimento e rimozione alla rideposizione del materiale rimosso all'interno della porosità dei materiali dell'opera d'arte.

Solventi neoterici nel processo conservativo di materiali cellulosici (pulitura, stabilizzazione): per una innovazione di prodotto e di processo - È sperimentato l’impiego di solventi neoterici (da materie prime rinnovabili e privi della tossicità e 

scarsa compatibilità ambientale dei solventi derivati dal petrolio) nel processo conservativo di materiali cellulosici (pulitura, stabilizzazione). In particolare, i deep eutectic solvents (DES) e le low transition temperature mixtures (LTTM) sono promettenti per una serie di caratteristiche che li accomunano ai liquidi ionici: tensione di vapore trascurabile, bassa infiammabilità, elevata stabilità chimica e termica, singolare capacità di solubilizzare alcuni composti organici e inorganici scarsamente solubili nei solventi convenzionali. I DES e le LTTM si presentano come un’interessante alternativa, sicura ed economica, ancora inesplorata nel campo del restauro e della conservazione del patrimonio storico-artistico. Parallelamente, è in fase di sperimentazione la possibilità di un’innovazione di processo riguardante l’immobilizzazione di sistemi solventi in una matrice gelificata, facilmente applicabile e removibile dalla superficie del manufatto da trattare.

Caratterizzazioni mediante spettroscopia Raman di materiali di archivio e di biblioteca - La spettroscopia Raman, grazie alla rapidità delle misure, all’elevata risoluzione spaziale (1-10 nm), alla non invasività e alla posibilità delle misure in situ, è uno metodi spettroscopici dei più versatili nel campo dei BBCC per l’identificazione di sostanze allo stato amorfo e cristallino, di pigmenti e coloranti di origine organica e inorganica, oltre che per l’individuazione di materiali di restauro e prodotti di degrado. Il limite della tecnica rappresentato dal fenomeno della fluorescenza (soprattutto per campioni organici, quali i coloranti, le colle e gli adesivi) che maschera il debole segnale Raman, è superato ottimizzando il metodo su ogni sistema e operando mediante SERS (Surface Enhanced Raman Scattering).

La tecnica Raman fornisce informazioni fondamentali sulla composizione e lo stato di conservazione dei diversi materiali costituenti i BBCC e permette l’individuazione del metodo più adeguato alla conservazione e al restauro.

Laboratorio Acceleratori di Particelle e Applicazioni Medicali - FSN-TECFIS-APAM

Applicazione di radiazioni ionizzanti (elettroni, Raggi X) per processi di disinfestazione e pulitura: tecnica non tossica di trattamento mirato dei biodeteriogeni di manufatti in carta, pergamena, tela, legno e metallo.

Sviluppo di sistemi di diagnostica basati su fasci di particelle e raggi X secondari (PIXE): analisi quantitativa e stratigrafica dei costituenti della materia per la caratterizzazione dei manufatti e dei materiali di decorazione impiegati.

Laboratorio-archivio di etnomusicologia e produzione audiovisiva - LADEM

Il Laboratorio gestisce la produzione, archiviazione in digitale e catalogazione di documentazione audiovisiva effettuata sul campo, in esterno, con particolare riguardo alle ricerche di carattere etnomusicologico, ma anche di concerti ed eventi di vario genere. E’ in grado di produrre montaggio audio-video (documentaristica, videoclip). Sperimenta tecniche di registrazione audio e video dal vivo. Effettua conversione in digitale di documenti audio e video da supporti analogici (dischi in vinile, audiocassette etc.) o digitali di prima generazione su nastro magnetico (DAT, MiniDisk, MiniDV).

Possiede e gestisce un archivio in digitale di circa 300 ore di documentazione video e circa 200 ore di registrazioni audio, effettuate sul campo in diverse regioni d’Italia e dell’Africa.

LABORATORIO AUDIOVISIVO PER LO SPETTACOLO - LABS

Il Laboratorio Audiovisivo per lo spettacolo può contare su importanti strutture tecnologiche, ottenute grazie a un finanziamento specifico della Sapienza (Render Farm). Studiosi, ricercatori, dottorandi e studenti accreditati possono accedervi per sfruttare la gigantesca capacità di calcolo anche in remoto. Nel LABS sono possibili in tempi brevissimi renderizzazioni di film, restituzioni tridimensionali e rilievi con i nuovi strumenti di lettura digitale per punti. Il LABS ospita corsi di alta formazione in realtà aumentata, motion capture e interattività a molteplici livelli. Il LABS si avvale di tecnologie e competenze di altissimo livello per il restauro di nastri video, la digitalizzazione, l’archiviazione, la virtualizzazione 3D, il design e la progettazione di allestimenti.

Materiali audiovisivi Archivio

Fino al 2010 sono stato stati prodotti o acquisiti oltre 3000 documenti audiovisivi videoelettronici, oltre a numerose fotografie, relativi all’attività didattica e di ricerca del ex Centro Teatro Ateneo. Oltre 1000 di questi video sono stati digitalizzati e pubblicati nella Biblioteca Digitale Europe EUROPEANA
Riprese, registrazioni, documentari e film didattici (convegni, seminari, prove di spettacoli e messe in scena di opere teatrali ecc.) e Materiali di altri archivi acquisiti dal 2011 ad oggi con IPR in comproprietà del DASS: Archivio Caporossi, una selezione dei video del Teatro Valdoca e della Compagnia Lombardi Tiezzi, Fondo Alessandro Fersen (film restaurati) ecc.
Materiali audiovisivi raccolti o acquistati dal ex Centro, per uso interno alla Sapienza, senza IPR: Collezione di video teatrali di varia provenienza (Max Plank Institut, Musée de l’Homme, BBC, INA, Rai), raccolta di dischi classici, di valore storico culturale perché rappresentano una collezione teatrale unica e molto funzionale per la consultazione da parte degli studenti e di studiosi.
Nel luglio 2015, in previsione del trasloco, è stato fatto un conteggio del materiale audiovisivo inventariato e non, a cura di Maria Grazia Berlangieri, per un totale di 12.000 unità circa.

Render Farm

Sapienza Render Farm (SRF) si pone come sistema tecnologicamente e metodologicamente avanzato, completo ed aperto, capace di renderizzare e digitalizzare in tempo reale e in remoto (senza quindi spostarsi dalle proprie postazioni, laboratori, centri di ricerca etc) il patrimonio digitale prodotto dall’ex CTA in primo luogo ma anche degli altri dipartimenti, e in generale di proprietà della Sapienza, organizzato e catalogato in modo da poterlo mettere a disposizione dell'intera comunità accademica e studentesca (per la quota di materiali sottoposti a diritti di copyright) e dei navigatori in rete (per la quota libera, o in open access), e nello stesso tempo in grado di produrre e incrementare costantemente in quantità e qualità il patrimonio operando le necessarie codifiche analogico-digitale date dai supporti originari.
Il poly-modelling o modellazione poligonale permette un maggiore livello di dettaglio a spese però della maggiore quantita' di informazioni necessaria a memorizzare l'oggetto risultante, chiamato modello poligonale. Sapienza Render Farm, attraverso la sua straordinaria capacità di calcolo permetterà lo sviluppo dei progetti aperti del DASS in tempo e qualità impensabili al momento. Lo sviluppo di poly-modelling è una concreta apertura nel coinvolgimento costruttivo di ricerche aperte presso altri dipartimenti, dedicati alla mappatura del patrimonio architettonico, archeologico e artistico del nostro paese inclusa in particolare la rimodellazione delle strutture teatrali scomparse.
Sapienza Render Farm semplificherà le operazioni per Il rendering fotorealistico di un complesso architettonico sia esso archeologico che contemporaneo velocizzando il processo di produzione dell'immagine finale a partire dal modello matematico del soggetto (scena). Esistono molti algoritmi di rendering, ma tutti implicano la proiezione dei modelli 3D su una superficie 2D. Gli algoritmi di rendering si dividono in due categorie: scanline renderers e ray tracers. I primi operano oggetto per oggetto, disegnando direttamente su schermo ogni poligono o micropoligono; essi richiedono quindi che tutti gli oggetti (anche quelli modellati con curve continue) siano stati sfaccettati in poligoni. I secondi operano pixel per pixel, tracciando un raggio visuale immaginario dal punto di vista all'interno della scena, e determinando il colore del pixel dalle intersezioni con gli oggetti.

Il LABS - DSAS è un laboratorio istituito in data 05/03/2016 allocato negli spazi del secondo piano dell'edificio CU017.
Il Labs è guidato dalla Prof.ssa Marina Righetti, Direttore del Dipartimento di Storia dell'arte e Spettacolo, che ne rappresenta la struttura a ogni effetto di legge e ne garantisce l'unita' culturale. Il Responsabile del Labs e' il Prof. Vito Di Bernardi, docente di Discipline dello Spettacolo (L-Art/05). Gli altri organi di governo del Labs sono il segretario amministrativo e il comitato scientifico promotore. Il LABS - DSAS comprende il progetto Grandi Attrezzature diretto dal Prof. Luca Ruzza, docente di Discipline dello Spettacolo (L-Art/05).

Laboratorio Biotecnologie microbiche

L’attività è volta all’utilizzo delle nanotecnologie, sfruttando le proprietà uniche offerte dalle nanoparticelle in questo settore. In particolare, si valuta il potere antimicrobico dei nanomateriali, che rappresenta una delle caratteristiche più ricercate per le applicazioni in campo ambientale. Infatti, batteri e funghi sono tra gli agenti principali che causano il deterioramento dei beni culturali di varia natura, come i marmi e altri materiali calcarei usati per la costruzione di importanti monumenti/edifici storici.

LABORATORIO CARTOGRAFIA E GIS

Il laboratorio offre servizi e soluzioni per l’acquisizione e la gestione di dati geografici in ambito territoriale. Il laboratorio evidenzia in forma grafica tematismi e fenomeni di interesse per la realizzazione di rappresentazioni cartografiche per la pubblicazione editoriale, oltre ad elaborare dati geotematici utilizzando l’analisi spaziale

Laboratorio chimico-fisico e biologico per la conservazione e i nuovi materiali per i beni culturali

Il laboratorio svolge attività di caratterizzazione di materiali lapidei naturali e artificiali mettendo a disposizione competenze per l’implementazione di metodologie e strumentazioni alternative, non invasive e più ecosostenibili per le indagini diagnostiche e per il monitoraggio. Inoltre sviluppa e valuta nuovi prodotti e materiali per la conservazione dei beni culturali. Tali attività sono potenziate dall’expertise nel settore dei BC che permette la selezione dei materiali più idonei per la conservazione e la valorizzazione ed è di supporto alle imprese/istituzioni per la definizione delle caratteristiche di prodotti innovativi/“tailored”. La valutazione di materiali e metodi avviene secondo normative italiane UNI EN ed europee CEN/TC346 Cultural Heritage, messe a punto con il contributo attivo dell’istituto.

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