Laboratori

ARCHMAT LAB

Le attività di ricerca riguardano principalmente: 1) lo studio della antiche tecnologie di fabbricazione dei manufatti metallici di interesse archeologico e storico e delle loro implicazioni nella composizione, microstruttura e stato di conservazione del manufatto stesso e 2) la progettazione e costruzione di spettrometri portatili per fluorescenza a raggi X. Attualmente si sta studiando: a) lo sviluppo della metallurgia nell’Italia Centrale Tirrenica fra l’Età del Rame e l’Età del Ferro; b) la possibilità di utilizzare la fluorescenza a raggi X (XRF) per misurare lo spessore di rivestimenti su substrati costituiti di leghe di argento e di rame; c) caratterizzazione e ottimizzazione di spettrometri XRF portatili equipaggiati con lenti policapillari.

Centro di antropologia molecolare per lo studio del DNA antico

Lo scheletro umano rappresenta un bene culturale in quanto è un vero e proprio archivio di dati sulle popolazioni antiche. Le attività sono volte al recupero, conservazione, valorizzazione e analisi dei resti scheletrici umani. Lo studio morfologico permette di ricostruire le caratteristiche fisiche, le condizioni di vita e lo stato di salute degli individui, nonché la paleodemografia e gli adattamenti biologici e culturali delle popolazioni. Inoltre è possibile effettuare la ricostruzione tridimensionale del volto attraverso la grafica 3D. L’archeoantropologia molecolare studiando le biomolecole antiche ricostruisce la paleodieta, analizza la composizione genetica delle popolazioni per studiare i rapporti di parentela e le dinamiche di popolamento delle diverse aree geografiche, gli eventuali difetti genetici, nonché alcuni geni correlati con l’aspetto fisico, consente inoltre di determinare il sesso degli inumati quando non è possibile utilizzare i metodi anatomo-morfologici.

Centro di Cognizione, Linguaggio e Conoscenza - CLAK

I membri del centro hanno una pluriennale competenza nell’ambito dell’Intelligenza Artificiale, dell’Apprendimento Automatico, dell’Elaborazione del Linguaggio Naturale e della Cognizione. In particolare, il centro studia la collaborazione tra Scienze Cognitive (SC) ed Intelligenza Artificiale (IA) che ha contribuito ad una svolta importante per lo sviluppo di entrambe le discipline:

  • nel settore dell’Intelligenza Artificiale ha portato a contributi innovativi nella definizione e realizzazione di sistemi intelligenti basati su modelli plausibili della cognizione umana; ha grandemente influenzato anche le metodologie di analisi del linguaggio naturale e della rappresentazione della conoscenza;
  • per quel che concerne le Scienze Cognitive ha permesso lo sviluppo di modelli cognitivi così come nuove architetture basate su: l’elaborazione dell’informazione, la rappresentazione della conoscenza e la sua manipolazione; tutto ciò ha contribuito a svelare nuove modalità/caratteristiche del pensiero e del comportamento umano.

In tale approccio multidisciplinare, per collaborare allo studio di sistemi artificiali intelligenti, trovano spazio contributi di altre discipline viciniori quali: l’informatica in senso ampio, l’ingegneria dei modelli, la filosofia, le scienze sociali, l’elettronica, etc.

Molti interrogativi sono ancora irrisolti e si è in attesa di idee innovative ed anticonvenzionali che possano fornire nuovi ed interessanti contributi di ricerca. Condividere idee, approcci, punti di criticità e tecnologie, può contribuire a creare un ambiente di ricerca sinergico alla definizione di nuovi ed articolati contesti di ricerca.

I membri del centro hanno applicato le tecniche sviluppate per creare sistemi nell’ambito dei beni culturali. In particolare, hanno sviluppato chatbot per promuovere elementi culturali verso il grande pubblico. Tali risultati sono stati pubblicati in conferenze e workshop di respiro internazionale.

Centro di Didattica Museale - CDM

Il Centro di Didattica Museale è stato istituito nel 1994 per favorire una fruizione consapevole e finalizzata dei beni museali, tenuto conto di alcune considerazioni: l’insufficiente utilizzazione a fini formativi dell’imponente patrimonio di beni culturali disponibile nel nostro Paese; il divario esistente tra l’Italia ed altri Paesi sul piano dell’accumulazione conoscitiva e della definizione dei modelli di intervento. il Centro di Didattica Museale è l’unica struttura universitaria che abbia raccolto e archiviato i materiali didattici prodotti dai musei italiani. Il Centro ha svolto numerose ricerche sul pubblico dei musei e sull’impatto di strategie didattiche diverse e innovative nell’ambito della fruizione museale. Il Centro di Didattica Museale collabora attivamente con i comitati Internazionali ICOM UMAC (International Council of Museums Committee for University Museums and Collections) CECA – (Committee for Education and Cultural Action dell’International Council of Museums). Il CDM ha partecipato e vinto numerose gare relative a bandi di ricerca nazionali ed internazionali

CNR-IIA

Test di sistemi per il monitoraggio standard della qualità dell’aria (outdoor e indoor) e sviluppo di tecnologie di monitoraggio basato su sensori miniaturizzati e a basso costo per la valutazione e l’ottimizzazione del microclima.
Sviluppo di nanostrutture polimeriche, ceramiche, metalliche e nanocomposite per la protezione di manufatti artistici; sviluppo di sensori e di sistemi sensoristici per il monitoraggio di composti volatili, gas, %RH, T e particolato in ambienti indoor e outdoor; ingegnerizzazione di sistemi basati su sensori miniaturizzati su mezzi mobili a controllo remoto, sia aerei che terrestri, per il monitoraggio multispaziale in tempo reale.

CNR-INM (ex CNR-INSEAN)

Il lago di Nemi è al contempo un’area naturale, un sito di interesse storico-culturale, e un sito di interesse scientifico e tecnologico.
Il bacino, ampio 1300 m × 1800 m e profondità massima di 34m, risulta essere depresso rispetto alla cresta del vulcano di circa 200 m con condizioni dunque di calma piatta per periodi di tempo lunghi. Il lago è noto per la sua particolare storia legata alle navi romane dell’imperatore Caligola, recuperate negli anni '30 e conservate successivamente per alcuni anni nel Museo delle Navi Romane lungo le rive del lago, ma andate distrutte alla fine della II WW.
Il CNR-INM dispone di una stazione sperimentale sulle rive del lago, area soggetta a vincoli ambientali e in quasi completa assenza di attività antropiche. È usualmente impiegato per prove di manovrabilità con la tecnica del modello libero, autopropulso, con sistema automatico di governo installato a bordo, acquisizione dati e rilevazione automatica della traiettoria. Data la sua particolare topologia e dal limitatissimo rumore ambientale sia in aria che in acqua, il bacino permette di effettuare misure di rumore irradiato in campo lontano con elevati standard di qualità. Il sito ricopre elevato interesse anche per l’archeologia subacquea.

CNR ISM

Il laboratorio si avvale di diverse diagnostiche complementari di tipo spettroscopico, diffrattometrico e miscroscopico. Tali diagnostiche consentono una caratterizzazione elementale, strutturale, stratigrafica e morfologica di manufatti e reperti archeologici, ricavando informazioni utili per il monitoraggio e la conservazione del patrimonio archeologico e monumentale. Le analisi sono nano o micro-distruttive, e consentono un’analisi sia superficiale che stratigrafica del bene. Le procedure (best practice) messe a punto per queste attività possono trovare applicazioni nella caratterizzazione di materiali costruttivi e di scavo. Nell’ambito di un protocollo di collaborazione con altri Istituti del CNR (ISMA, ICVBC, ITABC) presenti sull’Area della Ricerca di Roma 1, l’ISM partecipa alle attività di indagine e caratterizzazione degli insediamenti romani nel territorio della Sabina tiberina (Lazio, provincia di Roma e Rieti).

CNR ISM

La magnetometria rappresenta una tecnica di indagine di grande interesse nell'ambito dei beni culturali. In particolare questa tecnica può essere applicata nella datazione, nello studio di provenienza, e nello studio delle tecnologie di produzione di reperti/manufatti di interesse archeologico. Infatti i manufatti di interesse per i beni culturali spesso contengono degli ossidi di ferro il cui comportamento magnetico è strettamente correlato alla loro provenienza geografica, al processo tecnologico utilizzato (trattamenti termici e di ossido riduzione) e all'età del reperto. Tali ossidi spesso sono presenti in forma di nanoparticelle e in quantità così piccole da richiedere l'impiego di magnetometri altamente sensibili, come quelli disponibili presso l’ISM (magnetometri SQUID, VSM vettoriale). Per svolgere questa attività il laboratorio sfrutta le conoscenze sviluppate sul comportamento magnetico di nanoparticelle superparamagnetiche.

Diagnostica e monitoraggio per l’architettura e i beni culturali - DiMoArch

Il laboratorio attraverso l’impiego di rilievi strumentali avanzati, di tecniche di acquisizione ad alta risoluzione, lo sviluppo di processing e modeling multidimensionale, di rappresentazione 2D e 3D di gestione dei dati relativi sia a porzioni di territorio che a singoli manufatti storico-archeologici, è in grado di definire fisicamente e geometricamente il substrato geologico, la caratterizzazione dei manufatti storico-architettonici, nella loro interazione con l’immediato sottosuolo, mediante l'esplorazione dei volumi con metodi integrati. Il laboratorio utilizza diverse metodologie di indagine: topografiche tradizionali ed avanzate, tecniche geomorfologiche, prospezioni geofisiche 2D-3D ad alta risoluzione, elaborazioni cartografiche ed analisi spaziali in ambiente GIS, rilievo digitale, strumentale e fotogrammetrico

Dipartimento Unità Efficienza Energetica - DUEE

Applicazioni dell’efficientamento energetico al patrimonio edilizio, inclusi gli edifici storici classificati come Beni Culturali ed i Musei. Sviluppo di piani di recupero del patrimonio edilizio e architettonico di edifici pubblici anche monumentali. Realizzazione di diagnosi energetiche di edifici di pregio storico-architettonico. Analisi della trasformazione in Near Zero Energy Building (NZEB) di edifici di pregio storico-architettonico. 

HBIAM Lab - Heritage Buildings Information Design Assessment and Modeling

Il laboratorio di modellazione, simulazione e design per il patrimonio architettonico è una struttura di analisi e progettazione ad alta tecnologia per lo sviluppo di modelli sofisticati, scenari di valutazione e programmi di rigenerazione sostenibile e più in generale per condurre ricerche sui sistemi complessi che costituiscono gli heritage landscapes.Il laboratorio offre nuovi sistemi e i relativi processi tecnologici nell'ambito delle seguenti classi di interventi: a) gestione di dati diagnostici, geometrici, energetici, impiantistici, strutturali, funzionali e dello stato di conservazione del patrimonio costruito in modelli HBIM Historical Building Information Modeling; b) Sistema progettuale multicomponente per l'adeguamento tecnologico ecosostenibile e compatibile degli edifici storici con l’ausilio di Decision Support System DSS; c) Sistema "SmartPolis"©: una piattaforma aperta per l' aggregazione e la gestione compatibile del patrimonio, delle infrastrutture e dei servizi delle città storiche; d) Sistema di design innovativo e di exibit multimediale per musei e siti archeologici.

HERILAB - Territorial Information System for the Italian Cultural Heritage

Il Laboratorio Sistemi informativi territoriali per i beni Culturali in collaborazione col Laboratorio di di Topografia Antica del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento da più di 10 anni, ha messo a punto, sviluppato e ottimizzato il Sistema Informativo Territoriale dei Beni Culturali delle città e del territorio italiano, dedicato alla conoscenza, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale nazionale, con funzione di strumento base per la gestione dati e interfaccia di dialogo tra il settore della ricerca e gli organi preposti alla tutela, gestione e valorizzazione del Patrimonio. Nel sistema sono finora gestiti oltre 100.000 siti archeologici. E’ stato negli ultimi anni sviluppato un ulteriore livello dedicato all’analisi dei centri storici medievali e moderni, finalizzato ad operazioni urbanistiche di pianificazione e restauro compatibile. Il sistema per parametri geografici è allineato con gli standard civili e militari europei e NATO; consente applicazioni ed interrogazioni multiple, sia di uso prettamente scientifico che di interrelazione con attività di programmazione e progettazioni territoriali. I dati essenziali possono essere accessibili anche in versione Web, con eccezione di dati di dettaglio sensibili, riservati ad Enti di ricerca e Tutela pubblici, Carabinieri e Guardia di Finanza.

ICVBC Lab

Il laboratorio svolge attività di valutazione di metodi e prodotti (sia commerciali che messi a punto dall’istituto) utilizzati negli interventi di conservazione secondo normative UNI EN e CEN/TC346 Cultural Heritage. L’expertise nel settore dei BC permette la selezione dei materiali più idonei per la conservazione e valorizzazione di manufatti dando un contributo sia alle imprese del settore che alle istituzioni per la definizione delle caratteristiche dei prodotti. Nel laboratorio congiunto con IGAG Lab vengono preparate sezioni sottili per l'analisi petrografica al microscopio ottico di campioni coerenti e incoerenti di rocce e minerali. Vengono inoltre preparate sezioni sottili lucide per l'osservazione al SEM. Infine, si effettuano misure porosimetriche su differenti tipologie di materiali lapidei al fine anche di valutare su di essi l’efficacia dei trattamenti conservativi sperimentati. L’ICVBC Lab ha una serie di strumenti portatili per misure in situ (DRMS, colorimetro, termocamera IR).

IGAG-Lab

Caratterizzazione dei materiali lapidei (marmi bianchi e “colorati”) attraverso tecniche petrografiche (diffrazione ai raggi X, microscopia ottica), analisi chimiche dei costituenti maggiori ed in tracce e misurazioni spettrometriche dei rapporti isotopici dell’ossigeno e del carbonio. Questi studi possono dare un contributo all’identificazione delle cave da cui i materiali lapidei sono stati estratti, degli intervalli di tempo in cui i manufatti sono stati realizzati, di restauri antichi, di falsi o copie.

Impianto CALLIOPE - FSN-FISS-SNI

Disinfestazione e disinfezione di manufatti artistici e materiale archivistico e librario, attaccato da organismi biodeteriogeni (microrganismi, funghi, insetti), mediante irraggiamento con raggi gamma. Caratterizzazione chimico-fisica dei campioni trattati ed ottimizzazione delle condizioni di irraggiamento. Attività di consolidamento di manufatti porosi lignei e lapidei mediante polimerizzazione in situ con radiazione gamma.

Istituto di iNgegneria del Mare - INM

Svolge attività di ricerca in Idrodinamica, Idroelasticità e Idroacustica, con ricadute tecnologiche e industriali nei settori dell'ingegneria del mare, e della ingegneria navale in generale, con applicazioni, tra le altre, nella sicurezza ed efficienza del trasporto marittimo.
Molti temi di ricerca sono finalizzati a settori di interesse della politica marittima europea integrata: trasporto eco-sostenibile, sicurezza dei trasporti, tecnologie innovative per la cantieristica, sfruttamento sostenibile del mare.
Partecipa a diversi progetti di ricerca finanziati o co-finanziati da istituzioni nazionali, europee ed internazionali ed è impegnato in varie attività di consulenza nei confronti dei partner industriali.

Laboratori di scienze e tecnologie chimico fisiche applicate ai Beni Culturali

Rete di laboratori impegnati nella realizzazione di progetti di ricerca avanzata nel campo della conservazione e restauro dei BBCC. Le sue principali attività sono:

Tensioattivi naturali per la conservazione e il restauro dei BBCC - Formulazioni di fluidi nanostrutturati a base acquosa di tensioattivi naturali per la rimozione di tracce di materiali grassi, o polimeri organici (anche invecchiati) da superfici porose di opere d'arte. Il loro utilizzo può ovviare agli inconvenienti dell'utilizzo dei metodi di pulitura tradizionali (limitato controllo dell'azione pulente di solventi organici, rideposizione del materiale disciolto all'interno dei pori, tossicità). Il laboratorio chimico fisico di soft matter è in grado di sintetizzare e caratterizzare microemulsioni, soluzioni micellari e gels con funzioni, dimensioni e morfologia ottimizzate per applicazioni nel campo del cleaning dei materiali BBCC. È inoltre in grado di studiare i meccanismi di azione di fenomeni cha vanno dall’ammorbidimento e rimozione alla rideposizione del materiale rimosso all'interno della porosità dei materiali dell'opera d'arte.

Solventi neoterici nel processo conservativo di materiali cellulosici (pulitura, stabilizzazione): per una innovazione di prodotto e di processo - È sperimentato l’impiego di solventi neoterici (da materie prime rinnovabili e privi della tossicità e 

scarsa compatibilità ambientale dei solventi derivati dal petrolio) nel processo conservativo di materiali cellulosici (pulitura, stabilizzazione). In particolare, i deep eutectic solvents (DES) e le low transition temperature mixtures (LTTM) sono promettenti per una serie di caratteristiche che li accomunano ai liquidi ionici: tensione di vapore trascurabile, bassa infiammabilità, elevata stabilità chimica e termica, singolare capacità di solubilizzare alcuni composti organici e inorganici scarsamente solubili nei solventi convenzionali. I DES e le LTTM si presentano come un’interessante alternativa, sicura ed economica, ancora inesplorata nel campo del restauro e della conservazione del patrimonio storico-artistico. Parallelamente, è in fase di sperimentazione la possibilità di un’innovazione di processo riguardante l’immobilizzazione di sistemi solventi in una matrice gelificata, facilmente applicabile e removibile dalla superficie del manufatto da trattare.

Caratterizzazioni mediante spettroscopia Raman di materiali di archivio e di biblioteca - La spettroscopia Raman, grazie alla rapidità delle misure, all’elevata risoluzione spaziale (1-10 nm), alla non invasività e alla posibilità delle misure in situ, è uno metodi spettroscopici dei più versatili nel campo dei BBCC per l’identificazione di sostanze allo stato amorfo e cristallino, di pigmenti e coloranti di origine organica e inorganica, oltre che per l’individuazione di materiali di restauro e prodotti di degrado. Il limite della tecnica rappresentato dal fenomeno della fluorescenza (soprattutto per campioni organici, quali i coloranti, le colle e gli adesivi) che maschera il debole segnale Raman, è superato ottimizzando il metodo su ogni sistema e operando mediante SERS (Surface Enhanced Raman Scattering).

La tecnica Raman fornisce informazioni fondamentali sulla composizione e lo stato di conservazione dei diversi materiali costituenti i BBCC e permette l’individuazione del metodo più adeguato alla conservazione e al restauro.

Laboratorio Acceleratori di Particelle e Applicazioni Medicali - FSN-TECFIS-APAM

Applicazione di radiazioni ionizzanti (elettroni, Raggi X) per processi di disinfestazione e pulitura: tecnica non tossica di trattamento mirato dei biodeteriogeni di manufatti in carta, pergamena, tela, legno e metallo.

Sviluppo di sistemi di diagnostica basati su fasci di particelle e raggi X secondari (PIXE): analisi quantitativa e stratigrafica dei costituenti della materia per la caratterizzazione dei manufatti e dei materiali di decorazione impiegati.

Laboratorio-archivio di etnomusicologia e produzione audiovisiva - LADEM

Il Laboratorio gestisce la produzione, archiviazione in digitale e catalogazione di documentazione audiovisiva effettuata sul campo, in esterno, con particolare riguardo alle ricerche di carattere etnomusicologico, ma anche di concerti ed eventi di vario genere. E’ in grado di produrre montaggio audio-video (documentaristica, videoclip). Sperimenta tecniche di registrazione audio e video dal vivo. Effettua conversione in digitale di documenti audio e video da supporti analogici (dischi in vinile, audiocassette etc.) o digitali di prima generazione su nastro magnetico (DAT, MiniDisk, MiniDV).

Possiede e gestisce un archivio in digitale di circa 300 ore di documentazione video e circa 200 ore di registrazioni audio, effettuate sul campo in diverse regioni d’Italia e dell’Africa.

LABORATORIO AUDIOVISIVO PER LO SPETTACOLO - LABS

Il Laboratorio Audiovisivo per lo spettacolo può contare su importanti strutture tecnologiche, ottenute grazie a un finanziamento specifico della Sapienza (Render Farm). Studiosi, ricercatori, dottorandi e studenti accreditati possono accedervi per sfruttare la gigantesca capacità di calcolo anche in remoto. Nel LABS sono possibili in tempi brevissimi renderizzazioni di film, restituzioni tridimensionali e rilievi con i nuovi strumenti di lettura digitale per punti. Il LABS ospita corsi di alta formazione in realtà aumentata, motion capture e interattività a molteplici livelli. Il LABS si avvale di tecnologie e competenze di altissimo livello per il restauro di nastri video, la digitalizzazione, l’archiviazione, la virtualizzazione 3D, il design e la progettazione di allestimenti.

Materiali audiovisivi Archivio

Fino al 2010 sono stato stati prodotti o acquisiti oltre 3000 documenti audiovisivi videoelettronici, oltre a numerose fotografie, relativi all’attività didattica e di ricerca del ex Centro Teatro Ateneo. Oltre 1000 di questi video sono stati digitalizzati e pubblicati nella Biblioteca Digitale Europe EUROPEANA
Riprese, registrazioni, documentari e film didattici (convegni, seminari, prove di spettacoli e messe in scena di opere teatrali ecc.) e Materiali di altri archivi acquisiti dal 2011 ad oggi con IPR in comproprietà del DASS: Archivio Caporossi, una selezione dei video del Teatro Valdoca e della Compagnia Lombardi Tiezzi, Fondo Alessandro Fersen (film restaurati) ecc.
Materiali audiovisivi raccolti o acquistati dal ex Centro, per uso interno alla Sapienza, senza IPR: Collezione di video teatrali di varia provenienza (Max Plank Institut, Musée de l’Homme, BBC, INA, Rai), raccolta di dischi classici, di valore storico culturale perché rappresentano una collezione teatrale unica e molto funzionale per la consultazione da parte degli studenti e di studiosi.
Nel luglio 2015, in previsione del trasloco, è stato fatto un conteggio del materiale audiovisivo inventariato e non, a cura di Maria Grazia Berlangieri, per un totale di 12.000 unità circa.

Render Farm

Sapienza Render Farm (SRF) si pone come sistema tecnologicamente e metodologicamente avanzato, completo ed aperto, capace di renderizzare e digitalizzare in tempo reale e in remoto (senza quindi spostarsi dalle proprie postazioni, laboratori, centri di ricerca etc) il patrimonio digitale prodotto dall’ex CTA in primo luogo ma anche degli altri dipartimenti, e in generale di proprietà della Sapienza, organizzato e catalogato in modo da poterlo mettere a disposizione dell'intera comunità accademica e studentesca (per la quota di materiali sottoposti a diritti di copyright) e dei navigatori in rete (per la quota libera, o in open access), e nello stesso tempo in grado di produrre e incrementare costantemente in quantità e qualità il patrimonio operando le necessarie codifiche analogico-digitale date dai supporti originari.
Il poly-modelling o modellazione poligonale permette un maggiore livello di dettaglio a spese però della maggiore quantita' di informazioni necessaria a memorizzare l'oggetto risultante, chiamato modello poligonale. Sapienza Render Farm, attraverso la sua straordinaria capacità di calcolo permetterà lo sviluppo dei progetti aperti del DASS in tempo e qualità impensabili al momento. Lo sviluppo di poly-modelling è una concreta apertura nel coinvolgimento costruttivo di ricerche aperte presso altri dipartimenti, dedicati alla mappatura del patrimonio architettonico, archeologico e artistico del nostro paese inclusa in particolare la rimodellazione delle strutture teatrali scomparse.
Sapienza Render Farm semplificherà le operazioni per Il rendering fotorealistico di un complesso architettonico sia esso archeologico che contemporaneo velocizzando il processo di produzione dell'immagine finale a partire dal modello matematico del soggetto (scena). Esistono molti algoritmi di rendering, ma tutti implicano la proiezione dei modelli 3D su una superficie 2D. Gli algoritmi di rendering si dividono in due categorie: scanline renderers e ray tracers. I primi operano oggetto per oggetto, disegnando direttamente su schermo ogni poligono o micropoligono; essi richiedono quindi che tutti gli oggetti (anche quelli modellati con curve continue) siano stati sfaccettati in poligoni. I secondi operano pixel per pixel, tracciando un raggio visuale immaginario dal punto di vista all'interno della scena, e determinando il colore del pixel dalle intersezioni con gli oggetti.

Il LABS - DSAS è un laboratorio istituito in data 05/03/2016 allocato negli spazi del secondo piano dell'edificio CU017.
Il Labs è guidato dalla Prof.ssa Marina Righetti, Direttore del Dipartimento di Storia dell'arte e Spettacolo, che ne rappresenta la struttura a ogni effetto di legge e ne garantisce l'unita' culturale. Il Responsabile del Labs e' il Prof. Vito Di Bernardi, docente di Discipline dello Spettacolo (L-Art/05). Gli altri organi di governo del Labs sono il segretario amministrativo e il comitato scientifico promotore. Il LABS - DSAS comprende il progetto Grandi Attrezzature diretto dal Prof. Luca Ruzza, docente di Discipline dello Spettacolo (L-Art/05).

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